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Fortuna Quattro chiacchiere sulle lampade di casa mia.

In tempi di crisi il risparmio e' oro. 3
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Argomenti

Premessa. (01)

Alcune nozioni di illuminitecnica.(02)

La pianificazione della illuminazione.(03)

Terminologia. (04)

Note e calcoli di illuminotecnica (05)

Come calcolare l'illuminazione ottimale. (06)

Confrontiamo i tipi piu' comuni di lampade. (07)

Connclusioni (08)

Ed ora le lampade di casa mia (09)


Premessa. (01)

Nella mia casa, al momento di queste note (inizio gennaio 2014), ci sono molti punti luce, tutti equipaggiati con lampade a basso consumo compatte e fluorescenti (CFL). Purtroppo nel tempo molte sono diventate inefficienti, molte sono bruciate e alcune presentano un alone nerastro alla base dei tubi. Il problema maggiore e' pero' incredibilmente determinato dalla polvere che si accumula nelle fessure tra le volute dei tubi che non solo e' molto difficile da eliminare, ma con la possibile umidita' marina si indurisce e ingiallisce alterando il colore della luce.

Allora, come si dice in Toscana, un pianto ed un lamento ed ho pianificato la completa sostituzione di tutte le lampade tenendo presente questi parametri.

  • Adeguato livello luminoso in tutti gli ambienti e negli accessi esterni alla casa
  • Possibile acquisto in stock per avere uno sconto quantita'
  • Valutazione dei consumi in rapporto alla vita media delle lampade ed al costo effettivo di acquisto.
  • Nei calcoli non tengo in considerazione il fattore luce del giorno, il sistema diventerebbe troppo complesso e mi potrebbe portare fuori strada rispetto a quanto mi sono prefisso.

Ho preparato alcune tabelle, ho fatto molte ricerche ed ho ottenuto un materiale che mi ha permesso di fare una scelta abbastanza ragionata.

Allora ho pensato di sistemare il materiale e metterlo a disposizione per eventuali lettori che avessero il mio stesso problema.

L'esperto

Quando mi sono posto questo problema non avevo la minima concezione dei problemi di illuminotecnica, certamente leggevo i dati di una lampada ma non sapevo come relazionarli all'ambiente in cui dovevo installarle ed usarle.

E' stato facile a Milano trovare uno studio con un professionista in grado di farmi un progettino, ma la parcella preventivata superava di almeno dieci volte il costo delle lampade.

Da vecchio testardo e pensionato non mi manca il tempo disponibile, e le residue capacita' di lettura sono ancora presenti cosi' mi sono munito di pazienza e di internet e dopo alcuni giorni ero in grado di fare un progetto che a me e' sembrato adeguato alle mie necessita'.

Il costo dell'energia

Per avere dei parametri finali di confronto e di valutazione delle possibili soluzioni e' necessario avere il costo reale dell'energia elettrica. Dall'ultima mia bolletta ho pagato 114,50 euro per 555kWh di consumo per questo costo singolo

1kWh = 0,2063 €

Naturalmente sono comprese tutte le tasse, i balzelli, i contributi e la percentuale di mia competenza a tutte le follie della politica.

Ma ora viene il bello. Per documentarmi ho consultato molti documenti anche statunitensi ed ho scoperto che il loro costo medio in dollari e'

1kWh = 0,08 $

Sono troppo sconsolato per fare commenti.

Alcune nozioni di illuminotecnica.(02)

In questo paragrafo parlo di illuminotecnica, sia teorica che applicata, ma ora ritengo l'illuminotecnica un settore estremamente specialistico che molte volte meglio si sposa con considerazioni di natura architettonica e di arredo piuttosto che di impiantistica. Tuttavia, alla luce delle sempre maggiore confusione che si sta venendo a creare per l'introduzione nel mercato della illuminotecnica della tecnologia a led, ho ritenuto utile e significativo dare un piccolo contributo per dipanare alcuni dubbi e cercare di precisare alcune mezze verita'.

Prima di addentrarmi nell'argomento della illuminazione a led voglio affrontare alcuni aspetti teorici per comprendere i calcoli e le asserzioni che seguono.

La "luce" e' una forma di energia: quando noi accendiamo una lampadina convertiamo energia elettrica in energia luminosa. La misura della quantita' di energia luminosa emessa da una sorgente e' riferita all'unita' di tempo viene definita "flusso luminoso" e viene misurata in "lumen". Bisogna tuttavia tener presente che non tutta l'energia luminosa emessa da una sorgente viene utilizzata per illuminare cio' che ci interessa. Immaginiamo ad esempio la plafoniera equipaggiata con lampade fluorescenti lineari (i neon) che probabilmente ognuno di noi ha montata nel proprio box auto: solo meta' dell'energia luminosa emessa si dirama verso il pavimento e le pareti, l'altra meta' viene dispersa verso la parte interna dell'apparecchio illuminante.

Per questo motivo dove sono richiesti livelli di illuminamento significativi (uffici, ecc.) gli apparecchi di illuminazione vengono equipaggiati con una superficie riflettente applicata dietro le lampade che rimanda verso l'ambiente buona parte dell'energia luminosa che altrimenti andrebbe sprecata.

Per valutare i livelli di illuminamento di un locale si fa ricorso alla grandezza fotometrica definita "illuminamento" che viene misurata in "lux". L'illuminamento e' la quantita' di energia luminosa riferita ad un metro quadro di superficie. Questo vuol dire che se in una stanza di 10 mq e' presente un apparecchio illuminante in grado di fornire un flusso luminoso di 1000 lumen, l'illuminamento medio della stanza sara' 1000 lumen / 10 mq = 100 lux. Per il calcolo dei livelli di illuminamento sono necessarie analisi e considerazioni molto piu' complicate, ma che esulano dal presente documento.

In precedenza ho fatto riferimento al termine "illuminamento medio" in quanto ovviamente il flusso luminoso emesso sara' maggiore in una determinata direzione e minore in altre causando un livello di illuminamento diverso nei vari punti della stanza. Per identificare la quantita' di flusso luminoso emesso in una determinata direzione si utilizza la grandezza definita "intensita' luminosa" che viene misurata in "candele". La sua definizione matematica richiede concetti piuttosto complicati ed ostici; io mi limito a dire che l'illuminamento misurato ad 1 metro di distanza da una sorgente luminosa in una determinata direzione sul piano perpendicolare alla direzione stessa rappresenta l'intensita' luminosa di quella sorgente in quella determinata direzione.

Definizione intensita' luminosa

tre S = sorgente luminosa

EP1 = intensita' luminosa della sorgente lungo la verticale (illuminamento ad 1 metro lungo la verticale)

EP2 = intensita' luminosa della sorgente in una direzione inclinata di un angolo a rispetto alla verticale (illuminamento ad 1 metro lungo la direzione inclinata di un angolo a rispetto alla verticale)

A questo punto e' evidente che quando avremo a che fare con il calcolo dei livelli di illuminamento di ambienti ampi (stanze, uffici, laboratori, ecc.) dovremo fare ricorso al concetto di illuminamento medio e quindi di flusso luminoso, quando invece avremo a che fare con illuminazione di un oggetto (statue, quadri, ecc.) dovremo fare ricorso al concetto di illuminamento puntiforme e quindi di intensita' luminosa.

Vediamo rapidamente le formule da utilizzare per il calcolo degli illuminamenti considerati.

Illuminamento medio

Em = (flusso luminoso emesso / S) * K

Ove

Em = illuminamento medio

S = superficie del locale

K = coefficiente< 1 che tiene conto dell'altezza dei locali, dell'invecchiamento delle lampade e della frequenza della loro pulizia durante l'esercizio dell'impianto.

Illuminamento puntuale

Eh = I / h2

Ove

Eh = illuminamento puntuale sul piano perpendicolare alla direzione sorgente / punto di calcolo

I = intensita' luminosa della sorgente secondo la direzione sorgente / punto di calcolo

h2 = distanza al quadrato fra sorgente e punto di calcolo

Le formule indicate possono essere ritrovate ed approfondite su qualunque manuale di illuminotecnica, ed e' superfluo evidenziare che dalle formule considerate emerge il concetto piuttosto intuitivo che livelli di illuminamento diminuiscono con l'allontanarsi della sorgente luminosa.

Qualche considerazione pratica.

tre Quando una sorgente luminosa dispone di un angolo di emissione del flusso inferiore a 60° (dicroiche, PAR, ecc.), l'intensita' luminosa (e quindi l'illuminamento) e' generalmente uniforme su tutta la superficie illuminata. Pertanto molto spesso i costruttori tendono a non fornire il flusso luminoso dell'apparecchio, ma bensi' l'intensita' luminosa o l'illuminamento medio ad una serie di determinate distanze che l'apparecchio e' in grado di fornire.

Se si dispone del grafico sopra indicato, per risalire al flusso luminoso e' sufficiente moltiplicare l'illuminamento medio ad 1 metro (intensita' luminosa) per la superficie illuminata a quella distanza; se invece si dispone solo del dato relativo all'intensita' luminosa e dell'angolo di emissione, si puo' calcolare con un po' di trigonometria la superficie illuminata alla distanza di un metro e con la formula indicata al paragrafo precedente risalire al flusso emesso (ricordando che l'intensita' luminosa e' l'illuminamento ad 1 metro di distanza).

Riporto per comodita' la formula per il calcolo della superficie illuminata ad un metro di distanza noto l'angolo di apertura della sorgente luminosa (per angoli< 60°)

S = Π * (tg (α /2 ))2

ove

Π =3.14159

S = superficie illuminata ad un metro

tg = tangente

α = angolo di emissione del flusso luminoso

Consideriamo ad esempio un proiettore equipaggiato con lampada dicroica 50W a 230V con angolo di apertura 25° e intensita' luminosa 1158 candele (quello della figura lamp2002). Avremo che:

S = 0,154 m2

e quindi

Flusso = 1158 cd * 0,154 m2 = 179 lumen

Se invece avessi avuto direttamente il grafico della figura, avrei potuto ottenere il flusso emesso come illuminamento medio ad 1 metro moltiplicato per la superficie. La superficie di un cerchio di diametro 0,44 m sara' uguale a

(0,44m/2)2 * 3,14 = 0,154 m2

e quindi il

flusso = 1158 lux * 0,154 mq = 179 lumen

Sulla base delle considerazioni sopra esposte posso asserire che maggiore sara' il flusso luminoso emesso a parita' di potenza elettrica assorbita, maggiore sara' il rendimento della sorgente luminosa e quindi maggiore sara' il risparmio energetico che riusciro' ad attuare.

Riporto in seguito alcuni parametri di efficienza luminosa per le sorgenti luminose piu' comuni:

E' bene evidenziare che i valori indicati sono puramente indicativi e che la scelta della tipologia di lampada da utilizzare deve ovviamente tener conto di tutta una serie di considerazioni (resa del colore, numero di accensioni, rapidita' di accensione, ecc.) che cerchero' di trattare piu' avanti

La pianificazione della illuminazione.(03)

Una sistema di illuminazione deve essere pianificato tenendo conto delle caratteristiche architettoniche dei locali e delle modalita' del loro utilizzo. E' anche consigliabile disporre di un layout, anche approssimativo, dei mobili in modo da avere gli elementi solidi intorno al quale progettare il sistema di illuminazione.

Lo stadio successivo e' quello di concentrarsi sull'utilizzo delle stanze e della direzione in cui le persone dovranno muoversi, le luci devono agire come punti dinamici, sia per illuminare le attivita' che per attirare l'occhio dell'osservatore.

Siamo sempre immediatamente attratti alla fonte di luce piu' brillante, quindi una forte luce puo' attingere con successo l'attenzione sui principali punti focali nello spazio. L'illuminazione flessibile e' un altro fattore essenziale per consentire le funzioni spesso polivalenti dei vari ambienti della casa. Tuttavia bisogna fare attenzione a rendere il sistema di illuminazione eccessivamente complesso con troppi elementi tra loro in competizione.

Si puo' disporre di una pianta della casa da precedenti lavori, ma io ritengo necessario partire da un disegno in scala con il posizionamento dei mobili segnato su di esso. Quindi ho aggiunto delle croci nelle posizioni in cui sono (o dovrebbero) essere presenti delle fonti di luce. Utilizzo le luci che ho gia' in casa per valutare in che misura eventualmente estendere i punti luce quindi disegnarli sulla pianta, anche per valutare eventuali lavori di piccola edilizia. Si dovrebbe puntare ad avere diversi punti di luce in diverse parti della stanza se si scopre che ci sono troppi fasci sovrapposti, e quindi regolare di conseguenza il progetto. E' necessario raggiungere un equilibrio tra abbagliamento e nitidezza: molta luce diretta o molta luce distribuita. Lavorando intorno a fonti di luce significa anche che si stanno anche introducendo delle ombre per creare contrasti e dare piu' enfasi agli oggetti luminosi. Senza l'uso di ombre, si rischia di rendere lo spazio troppo uniforme e smorto.

Prima di cominciare la decorazione delle pareti bisogna aver deciso il sistema di illuminazione, questo perche' e' necessario pianificare la posizione delle spine, degli interruttori e delle luci alle pareti e al soffitto in modo che i cavi siano nella giusta posizione. Se si modificano gli elementi principali dello schema, e' necessario re-intonacare delle superfici dove le spine sono state spostate o le pareti dove le luci sono incassate.

Se si dispone di una stanza piccola o di dimensioni non regolare e' particolarmente importante cercare di illuminarne almeno tre angoli, e' noto che gli angoli bui riducono in modo significativo la percezione dello spazio. Questo trucco puo' essere utilizzato anche in senso inverso, se lo spazio e' troppo ampio e indefinito lasciare degli angoli bui sembrera' che lo spazio sia minore. Un'altra tecnica per piccoli ambienti con soffitti bassi e' quello di proiettare la luce indiretta da un incasso. Cio' bagnera' la parete con la luce e dirigera' l'occhio verso l'alto nello stesso modo di una striscia verticale. Le luci verso il basso, al contrario, possono ridurre l'altezza di un soffitto perche' e' meno illuminato, ma i coni di luce sul pavimento possono creare l'impressione di profondita' in una piccola camera. Questi sono tutti indizi sottili che devono essere accuratamente bilanciati intorno al modo in cui una camera illuminata funziona per presentare uno spazio nel modo piu' efficace.

Pensate anche al tipo di stile che si desidera per il vostro ambiente per pianificare adeguatamente le luci. Dopo aver selezionato correttamente le luci, e' necessario decidere la loro posizione. In un ambiente di uso normale, per esempio, le luci funzioneranno meglio alla stessa altezza, magari con una miscela di lampade a soffitto e a parete. Per un ambiente piu' rilassato o per una atmosfera piu' eclettica possiamo utilizzare luci a diversi livelli non dimenticando di creare un certo ritmo visivo. In una camera moderna con una importante superficie di vetro o con un giardino d'inverno, molta luce artificiale sara' persa attraverso il vetro. In questa situazione, utilizzare un numero di luci a bassa intensita' piuttosto che poche molto luminose.

I progressi tecnologici nello sviluppo di lampadine a LED sono stati veloci e tumultuosi, con i produttori in concorrenza per progettare lampadine a LED adatte per ogni applicazione in casa, mentre si lavora per abbassare il prezzo di vendita al dettaglio fino al punto di convenienza per la massa dei consumatori.

Oggi, questi obiettivi sono stati raggiunti, e le lampade a LED sono piu' convenienti rispetto alle loro omologhe a incandescenza o CFL, e sono diventate ampiamente disponibili per le diverse applicazioni di illuminazione nelle case. Mi permetto di riepilogare alcuni punti per valutare le soluzioni di illuminazione energeticamente efficienti con quanto presente alla data, e come scegliere la migliore lampade per le nostre esigenze di illuminazione.

  1. Le rese in lumen delle attuali lampade a LED ne rendono conveniente l'acquisto?

    Attualmente la scelta di una lampadina e' piu' complicata che mai, e la gamma continua a crescere. I consumatori devono scegliere tra lampade ad incandescenza, lampade fluorescenti compatte, alogene e a LED con una moltitudine di forme e dimensioni, basi diverse, e naturalmente prezzi incredibilmente differenziati.

    Dal 2012 tutte le confezioni di lampadine debbono essere standardizzate con nuove etichette che rendano molto piu' facile acquistarle L'indicatore principale sulla confezione deve essere essere il "lumen", che sostituisce i vecchi "watt". Il lumen rappresenta la quantita' di luce emessa da una sorgente luminosa, ed e' una misura piu' accurata della luminosita' di una lampadina. In seguito riporto la definizione di lumen, ma al momento riporto questa tabella di confronto basata sui watt e sui lumen.
    Consumo in Watt
    IncandescenzaCFL LED Lumen (Luminosita')
    408 - 12 4 - 5 450
    6013 - 18 6 - 8 890
    75 - 10018 - 22 9 - 13 1210
    10023 - 30 16 - 20 1750
    15030 - 55 25 - 28 2780

    Quindi, non importa a quale tipo di lampadina siamo interessati, ma confrontando i lumen erogati saremo capaci di di confrontare il livello di luminosita' ottenibile da ciascuna lampada. Dopo aver determinato il livello del luminosita' preferita, si puo' quindi guardare ad altri indicatori quali l'efficienza energetica, il costo per l'intera vita della lampada, l'eventuale dimming per selezionare il bulbo ideale per la nostra applicazione.

  2. Le lampade LED non contengono mercurio

    Il problema del mercurio nelle lampade fluorescenti compatte e' di difficile soluzione perche' i produttori pensano che in realta' entra nell'ambiente meno mercurio se sono utilizzate le lampade CLF per sostituire le lampadine ad incandescenza. Una centrale elettrica emette 10 mg di mercurio per produrre l'energia elettrica per utilizzare una lampadina incandescente rispetto a solo 2.4mg di mercurio per accendere una CFL per lo stesso periodo di tempo. Il beneficio netto di utilizzare la lampada piu' efficiente e' positivo, e questo e' particolarmente vero se il mercurio nella lampada fluorescente sia tenuto fuori dei rifiuti quando sara' riciclata. Tuttavia, questo ragionamento si applica solo se l'energia elettrica proviene da fonti a carbone. La presenza di mercurio nelle lampadine CFL e' un problema reale per i consumatori e molti negozi on line hanno tolto le l lampade CFL dalla vendita. Le lampadine a LED non contengono mercurio, quindi non c'e' nessuna preoccupazione speciale per la loro manipolazione o il loro smaltimento.

  3. I LED forniscono luce immediata, e molte lampadine a LED sono dimmerabili

    Quando si accende una lampada fluorescente compatta o una lampade fluorescente tubolare, c'e' una leggera esitazione prima di raggiungere la reale luminosita', e alcune lampade possono sfarfallare durante il riscaldamento o anche durante il funzionamento. A differenza delle lampade fluorescenti le lampadine a LED, come i bulbi ad incandescenza raggiungono la piena illuminazione non appena vengono accesi, inoltre, le luci a LED producono una luce fissa che non sfarfallio. Le versioni precedenti di lampadine a LED avevano lo svantaggio di non essere dimmerabili, ma attualmente molte lampadine a LED sono progettate per lavorare con interruttori dimmerabili e come tali sono usate in molte case. Le lampade a LED durano a lungo e, a differenza di altri lampadine, non bruciano, ma diminuiscono il loro flusso luminoso nel tempo.

  4. I LED non contribuiscono all'accumulo di calore nella nostra casa

    L'estate e' il periodo piu' caldo dell'anno e proprietari di immobili sono sempre piu' interessati a misure che possono contribuire a ridurre la quantita' di calore generato all'interno della casa e l'illuminazione elettrica e' uno dei principali colpevoli. Le lampade a incandescenza producono una illuminazione ideale in termini di luminosita' e qualita' della luce, ma producono anche una notevole quantita' di calore.

    Una lampadina a incandescenza da 100 watt produce 100 watt di potenza. Da un punto di vista energetico rilascia 100 joule di energia al secondo. In un piccolo ambiente chiuso, 4 m (12 piedi) x 4 m (12 piedi) x 3 m (9ft) o 48 m³ e con una sola lampadina da 100w:

    483*1,2kg/m3 = 58kg (di aria a livello del mare)

    100J = 1000J/kgC * ΔT * 58 kg

    ΔT = 0.0017 deg C (Cambio della temperatura al secondo)

    In un'ora, la lampadina produrrebbe un aumento di 6 gradi centigradi della sola aria, questo presuppone che la stanza sia chiusa e non ventilata e non considero mura pavimento e soffitto, ma serve per illustrare che il contributo calore da una lampadina ad incandescenza e' significativo.

    Le lampadine a LED, al contrario, rimangono fredde. I LED ad alta potenza sono progettati con dissipatori di calore, di solito in alluminio intorno alla base della lampadina che mantiene bassa la temperature di esercizio. Le lampadine a LED non contribuiscono in modo apprezzabile all'accumulo di calore in una stanza.

  5. Non lasciamoci intimidire dal prezzo delle lampade LED

    Il costo iniziale di lampadine LED puo' essere fuorviante per i consumatori che non hanno familiarita' con le nuove lampadine LED. Nella parte finale di questo materiale presento un raffronto, il piu' completo possibile, tra i vari tipi di illuminazione.

Terminologia. (04)

Definizioni generali.

  • Candela (CD)

    L'unita' di base dell'intensita' luminosa.

    Fino al 1979 la candela era definita come 1/60 dell’intensita' luminosa emessa da 1 cm2 di superficie di una massa di platino portata alla temperatura di fusione di 2046 °K. Attualmente nel sistema internazionale lo standard di riferimento per la candela (cd) e' definito come “intensita' luminosa”, in una data direzione di una sorgente che emette radiazione monocromatica alla frequenza di 540*1012 hertz con intensita' radiante in quella direzione di valore pari a 1/683 watt per steradiante.

    La scelta di questa particolare frequenza (luce gialla) risiede nel fatto che ad essa corrisponde il massimo di sensazione visiva, ovvero K(y)=Kmax. Cio' permette di esprimere la candela come: cd=Kmax 1/683 [W/sr] da cui: Kmax = 683

    Sebbene la definizione si basi su un'unita' SI derivata, il watt, la candela e' una delle sette unita' di misura base del Sistema Internazionale di unita' di misura.

  • Candelpower

    L'intensita' luminosa espressa in candele

  • Steradiante

    Lo steradiante (simbolo sr) e' un'unita' di misura Standard Internazionale (SI) dell'angolo solido. Ci sono 4&Pi, o circa il 12,5664, steradianti in una sfera completa.

    Un steradiante e' definito come forma conica, come mostrato nella figura. Il punto C rappresenta il centro della sfera. Il solido (conico) con angolo q, che rappresenta uno steradiante, e' tale che l'area A della porzione sotteso della sfera e' pari a r2, dove r e' il raggio della sfera.

  • Lumen (lm)

    tre Il lumen e' l'unita'  di misura di base per la luce, indicata anche come flusso di LUCE. Se una sorgente puntiforme uniforme di 1 candela e' al centro di una sfera di Raggio 1 metro che ha un'apertura di 1 metro quadrato sulla sua superficie, la quantita'  di luce che attraversa questa apertura e' chiamato un lumen. La sfera ha una superficie totale di 12.57 metri quadrati e per definizione, un lumen e' il flusso per ogni metro quadrato di superficie, un punto uniforme di 1 candela produce 12,57 lumen

  • Lux

    Il lux e' l'unita' di misura internazionale (SI) dell'illuminamento quando il metro viene considerato come l'unita' di misura internazionale. e' l'illuminamento su una superficie di un'area di un metro quadrato su cui si distribuisce in modo uniforme il flusso di un lumen.

    LUX = LUMENS PER M2 CHE RAGGIUNGONO UNA SUPRFICE

    ove

    1 Lux = 1 lumen per m2

    1 Lux = 0.0929 footcandles

  • Luminanza

    La luminanza e' una grandezza fotometrica definita come il rapporto tra l'intensita' luminosa emessa da una sorgente verso una superficie normale alla direzione del flusso e l'area della superficie stessa.

    e' espressa in cd/m2, unita' di misura indicata anche con il nome di Nit. La grandezza e' indicativa dell'abbagliamento che puo' indurre una sorgente. Una lampadina di piccole dimensioni, per esempio con una superficie di emissione di un centimetro quadro con intensita' di una candela, ha una luminanza di 10000 cd/m2. Un'altra lampadina con pari intensita' ma con superficie di cento centimetri quadrati ha una luminanza di 100 cd/m2. Si puo' comprendere perche' e' meno fastidioso osservare direttamente un tubo fluorescente (che ha ampia superficie) piuttosto che una lampada ad incandescenza (in cui tutto il flusso luminoso proviene dal piccolo filamento).

  • Nadir

    e' un punto direttamente sotto un lampadario (la linea di grado zero della curva di distribuzione della candela)

  • Angolo di taglio (del corpo illuminante)

    tre E' l'angolo, misurato dal nadir, tra l'asse verticale e la prima linea di vista a cui la pura sorgente non e' visibile

  • Angolo di protezione (del corpo illuminante)

    E' l'angolo tra una linea orizzontale attraverso il centro luce e la linea di vista a cui la fonte di luce diventa visibile.

La quantita' di luce

La misura di base della illuminazione e' il metro-candela. un metro-candela e' pari ad una unita' di flusso luminoso (un lumen) distribuito uniformemente su una superficie di un metro quadrato, Si considerano diverse misure per illuminazione interna od esterna.

  • Illuminanza

    E' il termine preferito per la densita' di flusso luminoso (lumen) che cade su una superficie. L'illuminanza e' misurata sia in metrocandela che Lux (Sistema metrico), e' il quoziente di quella luce diviso per l'area della superficie, se e' illuminata uniformemente.

  • Metrocandele orizzontali

    Sono le metrocandele che cadono su una superficie orizzontale. Tutte le metrocandele orizzontali sono nello stesso piano per la stessa superficie. Possono essere sommati tra loro aritmeticamente quando piu' sorgenti forniscono luce alla stessa superficie.

  • Metrocandele verticali.

    Le metrocandele che cadono su una superficie verticale, come ad esempio una parete. Le metrocandele verticali non possono essere tutte nello stesso piano; dipende della direzione dei raggi luminosi; le metrocandele verticali da fonti diverse non possono essere sommate.

  • Rapporto metro-candele (o uniformita')

    E' il rapporto tra metrocandele medie e minime (es 3:1) o metrocandele massime e minime (es 6:1). Il rapporto massimo/minimo e' generalmente preferito. (Piu' basso e' il rapporto, piu' uniforme e' l'illuminazione). Noi non vediamo le metrocandele solo la luminanza per metro che producono.

  • Metrocandele iniziali

    Le metrocandele (Minimo, massimo o medio)prodotti quando la lampada ed il lampadario sono nuovi.

  • Il mantenimento delle metrocandele

    I metrocandele(minimo, massimo, o medio) calcolati considerando l' applicazione di un fattore di perdita di luminosita' che tenga conto di questi fattori come l'invecchiamento del flusso luminoso, l'accumulo di sporcizia, il fattore di reattanza, ecc,

  • Metrocandele minime

    `La minima quantita' di luce (illuminazione) corrispondente in un punto di una superficie o in qualsiasi punto della zona da illuminata.

  • Metrocandele massime

    La quantita' di luce massima corrispondente a tale punto di una superficie o in qualsiasi punto della zona da illuminare.

  • Metrocandele medie

    La quantita' media teorica di luce che cade su una superficie quando la media della illuminazione cade su tutti i punti della superficie.

Glossario dei termini dell'energia

  • Watt (W)

    E' l'unita' per misurare il consumo energetico.

  • Kilowatt (kW)

    E' una unita' di potenza piu' grande; mille watt (1000 watt=chilowatt)

  • Kilowatt ora (kW h)

    E' la misura del consumo elettrico da cui e' determinata la fatturazione della energia elettrica, ad esempio, una lampada da 1000 watt accesa per 100 ore si consumano 100 chilowattora (1000 watt * 100 ore = 100 KWh). Ad un tariffa di fatturazione di 0,10 €/KWh, l'uso di questa lampada sarebbe costato 10,00 &euro (100 KWh * 0.10/KWh).

Qualita' della luce

Riservato alla distribuzione di luminanza in un ambiente. E' un termine positivo che implica che tutte le luci dovrebbero contribuire positivamente alla qualita' visiva, al comfort, alla facilita' di visione, alla sicurezza ed estetica.

Di solito e' considerato come l'assenza di asprezza, abbagliamento o di altri fattori di disagio.

  • Luminosita'

    E' una reazione psicologica soggettiva (di solito negativa) alla illuminazione.

    La luminosita' e' a volte indicata con affermazioni come "piu' e' luminosa la lampadina, piu' e' meglio" Questo e' impreciso. "La luminosita'" non si riferisce alla quantita' di luce proveniente da una determinata fonte di luce, ma piuttosto per il modo in cui l'occhio umano percepisce quella luce.

    Ad esempio, la luminosita' viene usata in riferimento agli effetti sui nostri occhi dai fari di una macchina che si avvicina e la nostra reazione a loro.

  • Riflessi

    E' la sensazione prodotta dalla luminanza all'interno del campo visivo che e' significativamente maggiore della illuminazione cui gli occhi sono adattati. e' il risultato di luminanze elevate o di fonti di luce insufficientemente schermate nel campo della visione o da superfici riflettenti di alta luminosita'.

  • Riflesso disabilitante

    Si traduce in una riduzione delle prestazioni visive e di visibilita' Spesso e' accompagnata da non conforto.

  • Riflesso che crea disagio

    E' un riflesso che procura disagio, e non necessariamente interferisce con le normali prestazioni o visibilita'.

  • Trasgressione luminosa

    E' una situazione che si verifica quando, per mancanza di adeguato controllo del fascio, la luce da una sorgente viene distribuita su zone dove l'illuminazione non e' desiderata.

  • Dispersione della luce

    I lumen distribuiti dal corpo illuminante che sono al di fuori del fascio diffuso.

Efficienza luminosa

Il termine efficienza indica quanto energia e' necessaria per svolgere una determinata funzione. Diversi tipi di incrementi di efficienza sono considerati nella illuminazione esterna.

  • Efficacia luminosa di una fonte di luce.

    Misura di efficienza (efficacia) di una uscita della lampada (lumen) in confronto con la potenza consumata (watt) espressa in lumen per watt.

  • Efficienza

    L'uso comune si riferisce al termine l'efficienza della sorgente luminosa ancora oggi in termini di lumen per watt. Tuttavia, essa puo' essere utilizzato anche in riferimento alla efficienza di un apparecchio illuminante. In questo caso puo' essere il rapporto (percentuale) di lumen emessi dall'apparecchio rispetto ai lumen emessi dalla lampada o lampade all'interno del dispositivo.

  • Coefficiente di utilizzazione (CU)

    E 'semplicemente una misura di efficienza del trasferimento della luce da un apparecchio in una data area. Il rapporto (percentuale) del luce (o lumen) emessi da un apparecchio che vengono ricevuti sulla zona rispetto al numero totale di lumen emessi dalle sole lampade. Ex., Se la lampada produce 50.000 lumen e 20.000 lumen raggiungono la zona da illuminare, il coefficiente di utilizzazione e' del 40% (20.000 / 50.000).

  • Coefficiente di utilizzazione del fascio (CBU):

    La percentuale di flusso del fascio (in lumen) all'interno della diffusione del fascio che raggiunge l'area da illuminare. Es., Se la diffusione del fascio contiene 30.000 lumen e 25.000 lumen raggiungono l'area da illuminare, il coefficiente di utilizzazione del fascio e' pari al 83% (25.000 / 30.000)

Fattori di manutenzione (Causati dal declino dell'illuminamento)

  • Decadimento dei lumen di una lampada (LDD)

    Un fattore utilizzato nei calcoli di illuminazione per misurare la perdita di luce che avviene in una lampada a causa del progressivo decadimento dei lumen emessi nel corso di un determinato periodo di tempo di accensione.

  • Decadimento dei lampadari per sporcizia(LDD):

    Il moltiplicatore utilizzato per tener conto dell'accumulo di sporcizia sui lampadari con conseguente perdita di potenza luminosa fino al momento della pulizia o di sostituzione delle lampade.

    I lampadari hanno sei categorie di manutenzione in dipendenza di cinque gradi di condizioni di sporco

    • Molto pulito
    • Pulito
    • Medio
    • Sporco
    • Molto sporco
  • Fattore alimentatore(BF):

    L'uscita della lampada con un reattore commerciale rispetto alla potenza della lampada su un alimentatore di riferimento.

  • Fattore di perdita della luce (LLF).

    Il prodotto di:

    • Abbassamento dei lumen della lampada (LLD)
    • Sporcizia sui lampadari (LLD)
    • Fattore alimentatore(BF) (Ballast Factor (BF))

    LLF = LLD *LDD * BF

Note e calcoli di illuminotecnica (05)

Flusso luminoso

E' la quantita di energia luminosa emessa nello spazio da una sorgente nell'unita' di tempo. ii flusso luminoso si identifica con ii simbolo Φ, la sua unita' di misura e ii lumen (lm). Il lumen viene definito come il flusso luminoso emesso nell'angolo solido unitario da una sorgente puntiforme posta al centro di una sfera di intensita' luminosa pari ad una candela (cd) in tutte le direzioni. Nel Sistema internazionale (SI) l'unita di misura dell'angolo solido e' lo steradiante (sr), da cui deriva la relazione

1 lm = 1 cd * sr

Essendo il flusso luminoso una quantita' di luce emessa per unita' di tempo da una sorgente, dal punte di vista dimensionale, esso deve essere considerato una potenza perche' il rapporto tra una energia e un‘unita' di tempo. Un interessante estensione del concetto di flusso luminoso come potenza e' il concetto di efficienza luminosa. L'efficienza luminosa e il rapporto tra il flusso emesso dalla sorgente e la potenza impiegata per ottenere tale flusso, attraverso questa cifra e possibile valutare il risparmio di energia che una lampada puo' dare in confronto ad un'altra. Schema
Tipo di lampadaPotenza in WattFlusso lumenefficienza lm/W
ALO300 5000 17
MBF125630050
FL comp.24180075
FL tubolare36335093
JM 2000180000 90
SAP-T40048000120
SBP9013500150

Intensita' luminosa

Schema L'intensita' luminosa e' la quantita' di luce (l) emessa da una sorgente puntiforme che si propaga in una determinata direzione. Tale intensita' viene definita come il quoziente del flusso Φ emesso in una certa direzione in un cono di angolo solido unitario ω ; da cui

l=dΦ/ω

La sua unita' di misura e' la candela (cd) e nel SI e' considerata la grandezza fisica fondamentale. Alla XVI Conferenza Generale del Pesi e delle Misure del 1979, si e' stabilito che l’intensita' di 1 cd equivale all'intensita' di una sorgente che emetta in un angolo solido di 1 sr la radiazione monocromatica di frequenza e di potenza

Φ = 1/683W.

Un occhio medio internazionale, stabilito in sede CIE, ci consente di definire il massimo valore di visibilita' relativa per radiazioni di lunghezza d'onda di 555 nm, valore che corrisponde a 1 lm.

Classificazione BZ

Nel metodo BZ vengono definiti i parametri progettuali al fine di ottenere una maggiore precisione di calcolo rispetto al metodo standard. In particolare il metodo classifica gli apparecchi basandosi su 10 distribuzioni standard della intensita' luminosa, cioe' 10 curve polari di larghezza crescente e rappresentabili con una formula matematica. All'apparecchio e' poi attribuita la classe BZ. Piu' alta e' la sigla BZ, piu' largo e' il fascio luminoso e l'interasse possibile di installazione che assicura una buona uniformita'.

Temperatura di colore

Si definisce temperatura di colore una mescolanza in giusta misura di diversi colori, Questa definizione da alla temperatura di colore di una lampada, misurata in Kelvin un'importanza fondamentale nell'installazione dl apparecchi dl illuminazione. Si potrebbe dire che la temperatura e' un elemento di scelta qualitativo.
FonteTemperatura gradi Kelvin
Fiamma di una candela stearica18OO
Lampada incandescente27OO
Lampada fluorescente detta WHITE3500
Sole al tramonto3500 K - 4000
Lampada fluorescente detta COOLWHITE3000
Sole a mezzogiorno5500
Cielo sereno65OO
Lampada fluorescente detta DAYLIGHT6000 - 65OO

Luminanza

Schema Se la sorgente luminosa non e' puntiforme dobbiamo considerarla nell‘ambito di una determinata dimensione, percio' la definizione data di intensita' luminosa non puo piu essere applicata.

Bisogna quindi introdurre un nuovo concetto che valuti la quantita' di energia luminosa emessa da queste superfici, sia essa sorgente di luce propria sia luce riflessa. La grandezza fotometrica cosi' introdotta e' la luminanza (L) che viene definita' come il rapporto tra intensita' luminosa della sorgente nella direzione di un osservatore e la superficie emittente cosi' come viene vista dall'osservatore stesso (o superficie apparente). L`unita' di misura utilizzata e la

cd/m2

la relazione fondamentale e data da

L = dIα/dA * cosα

Ove

I = intensita' in candele all'angolo α

A = l‘area della sorgente,

cosα = coseno dell’angolo compreso tra l'occhio dell‘osservatore e la normale alla sorgente

VALORI INDICATIVI DI LUMINANZA
Sorgentecd*m2
Sole a mezzogiorno16*109
Sole al tramonto6*106
Cielo sereno8000
Cielo nuvoloso2000
Terreno a prato800
Manto nevoso3,2*104
Candela stearica5000
Incandescenza 60W5*106
FL 18W4000

Illuminamento

Schema Il concetto di illuminamento e' orientato alla progettazione illuminotecnica: con questo numero e' infatti possibile valutare la quantita di Luce che emessa da una sorgente e' presente su una superficie. Illuminamento (E) e' la quantita' di flusso incidente una superficie

E = dΦ/dA

LUX = Lm/m2

ove

dΦ = il flusso incidente la superficie

dA = l‘area della superficie interessata dal flusso

L‘unita' di misura dell'illuminamento e il lux (lx) e dimensionalmente si esprime in lm/m2

ESEMPI LIVELLI ILLUMINAMENTO
SorgenteLumen(lx)
Pieno sole. cielo sereno100.000
Cielo nuvoloso10.0OO
Cielo stellato senza luna10 - 4
illuminazione stradale media5 - 30
Minimo necessario ai pedoni0,2 - 1
Ambiente domestico100 - 200
Esercizi commerciali200 - 3000
Uffici e scuole300 - 2000

Metodo punto - punto.

Schema Il metodo utilizzato per il calcolo degli illuminamenti sul piano orizzontale in un determinato punto e' quello comunemente denominato punto-punto la cui formula e'

Ep= Ip*Klm * cos3α / h2

ove

Ep= Illuminazione in lux in un punto

Ip = intensita' in candele, riferite a 1000 lumen, nel punto in esame

Klm = flusso luminoso della lampada

cos3= cos dell'angolo compreso tra la verticale dell'apparecchio e il punto in esame

h2= distanza al quadrato tra sorgente luminosa e piano di calcolo dell'illuminamento

Rendimento.

Schema Si indica con rendimento il rapporto tra il flusso emesso dall'apparecchio ed il flusso totale della lampada

n = Φu / Φtot

Essendo il rendimento un rapporto tra due grandezze omogenee e' adimensionale e generalmente viene espresso in termini percentuali.

Nella caratterizzazione degli apparecchi il rendimento si divide in inferiore ni e superiore ns.

La luce emessa da un apparecchio di illuminazione puo' essere rappresentata attraverso un sistema grafico detto delle curve fotometriche

Esse sono l’unione del punti congiungenti le varie intensita' luminose che vengono emesse in ogni direzione nello spazio dalla sorgente luminosa e che formano il solido fotometrico,

Intersecando Il solido con dei piani si ottengono le "curve fotometriche". Quando questi piani vengono descritti attraverso coordinate polari in cui il centro corrisponde al centro dell'apparecchio, si hanno curve fotometriche polari.

Questi piani possono essere fatti ruotare attorno ad un asse per esplorare in ogni punto del solido fotometrico. A seconda dell'asse fissato per la rotazione si hanno diversi sistemi di piani fissati dalle norme CIE. Una modalita alternativa di rappresentazione delle curve fotometriche e fatta sostituendo la descrizione polare con una descrizione secondo coordinate cartesiane.

Questo sistema consente una migliore leggibilita' delle fotometrie con fascio stretto e viene generalmente utilizzato per i proiettori. I due piani normalmente rappresentati sono quello trasversale e quello longitudinale che nel sistema CIE corrispondono rispettivamente ai piani CO—C180 (linea continua) e C90—C270 (linea tratteggiata)

Curve fotometriche di una plafoniera

Schema Schema Schema
L‘insieme delle misure delle intensita' luminose emesse da un apparecchio in ogni direzione forma il "solido fotometrico", Generalmente non vengono date tutte le informazioni che riguardano tutto il solido fotometrico, ma solo quelle che giacciono su due piani verticali, ortogonali tra loro, passanti per il centro ottico dell'apparecchio i valori delle intensita luminose (riferite a 1000lm) su un piano sono dette "curve fotometriche". Per gli apparecchi da interno e per le armature stradali le curve fotometriche sono rappresentate in coordinate polari. I costruttori a richiesta forniscono i dati fotometrici degli apparecchi da interni secondo la classificazione normativa UTE e DIN 5040

Curve isolux

Schema Rappresentano l‘unione del punti del piano aventi lo stesso valore dl illuminamento. L` apparecchio illuminante viene supposto normalizzato all'altezza dl 1m, per una lampada di riferimento di 1Klm, l due assi d/h e l/h mettono in relazione la larghezza della strada (l) con la distanza tra i pali (d) e l'altezza degli stessi (h)

Curve isocandela

Schema La proiezione su un piano delle intensita' in candele, di un certo solido fotometrico, aventi lo stesso valore crea le curve isocandela. Rappresentano quindi l'unione del punti del piano aventi uguale intensita in candele

Curva degli illuminamenti

Schema La curva degli illuminamenti e stata studiata per facilitare la scelta dell'apparecchio per arredo esterno all'abitazione, quindi per illuminare paesaggi, aree aperte, giardini e scale, vialetti.

Sull'asse Y vengono riportati gli illuminamenti in lux, mentre sull'asse X viene riportata la distanza dal corpo illuminante. A differenza degli altri grafici che vengono presentati con riferimenti relativi (quindi con altezze di installazione e flussi luminosi normalizzati) questo viene presentato in valori assoluti, cioe l'altezza dell’apparecchio e quella reale di installazione ed il flusso della lampada e quello effettivamente emesso. In questo modo ho risultati immediatamente disponibili all’uso.

Curve fotometriche - Proiettori

Schema

Nel proiettori si hanno fasci piu stretti, l`utilizzo di coordinate polari non consente un sufficiente dettaglio, percio' si preferisce rappresentare la curva con un diagramma cartesiano

Calcolo degli illuminamenti col metodo CIE

Schema La Commission Internationale de Photome'trie, nella sessione tenuta a Berlino nel 1913 ha fondato la Commission Internationale de l'e'clairage (CIE) allo scopo di trattare tutte le questioni internazionali relative all'illuminazione. All'origine i comitati nazionali erano nove (Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria-Ungheria, Belgio, Italia, Paesi Bassi, Svizzera e Stai Uniti d'America). Oggi la CIE comprende 38 comitati nazionali ed ha sede a Vienna. Per descrivere l'impressione visiva generata da uno stimolo luminoso la CIE ha definito nel 1924 la funzione di visibilita' relativa, oggi funzione di efficienza luminosa spettrale fotopica (spectral luminous efficiency function) indicata con V(λ). La curva puo' essere pensata come una funzione che rappresenta le diverse efficienze con cui parti dello spettro eccitano il sistema visivo fotopico (cioe' il tipo di visione che si ha ad alti livelli di luminanza). Il massimo di efficienza e' indicato, per convenzione a 1 e si ottiene per la lunghezza d'onda di 555 nm. L'efficienza e' circa 0 (cioe' l'occhio umano non vede nulla, vede buio) oltre 700 nm e prima di 400 nm.

Un osservatore che ha una sensibilita' spettrale fotopica uguale a questa e' detto osservatore fotometrico fotopico standard CIE. Questa funzione e' alla base di tutte le misure luminose fotopiche, anche se Deane B. Judd (1900-1972) ha fatto notare nel 1951 che questa funzione presenta un errore nella parte blu dello spettro (cioe' nelle onde corte). La CIE ne prese atto ufficialmente solo nel 1988 chiamando VM(λ) la funzione corretta. Oggi tutti, in particolare gli illuminotecnici, continuano ad usare la V(λ), e tutte le grandezze fotometriche sono definite sulla V(λ) e non sulla VM(?). Conseguentemente le luci blu dei monitor, dei LED blu ecc sono mal specificate dalle grandezze fotometriche. Dopo la standardizzazione della sensibilita' luminosa, la CIE si e' occupata degli aspetti colorimetrici della luce, presentando nel 1931 il sistema colorimetrico standard per l'osservatore 2° e nel 1964 il sistema colorimetrico per l'osservatore standard 10°. Nel 1991 la CIE ha formato un comitato per stabilire un diagramma delle cromaticita' basato su assi fisiologici invece che strumentali.

Mi pongo il problema di conoscere il numero degli apparecchi illuminanti necessari in un impianto per una illuminazione che soddisfi a determinate esigenze.

Schema La prima operazione necessaria fare e' il calcolo del coefficiente K del locale dl cui a e b sono i lati e hu e' l'altezza degli apparecchi dal piano di lavoro.

K = a*b / hu+ (a+b)

La formula per il calcolo del numero degli apparecchi necessari in un impianto e'

napp= Em* (a*b) / Cu*Cm

Ove

Eme' l'illuminamento medio richiesto in lux.

Cm e' il coefficiente di manutenzione (se impianto nuovo=1).

Φ e' il flusso delle lampade in lumen per ogni apparecchio.

Il coefficiente di utilizzazione Cu viene letto nella tabella T0501: individuata la riga relativa all'indice K del locale, la colonna e' quella corrispondente all'insieme dei coefficienti di riflessione delle superfici che racchiudono il locale

Esempio

Vogliamo illuminare un locale di a = 7m, b = 5m, h = 3m hp.i.= 0,80m, con 350 lux ad impianto nuovo, 2*36W.

I coefficienti di riflessione del locale sono soffitto = O,7; cornice = O,7; pareti = 0,3; piano dl lavoro = 0,1 da cui si deduce che la colonna della tabella relativa all'apparecchio (LAMP0513) e quella identificata dal numero 7731 (in blu), quindi si calcola il coefficiente K (in verde) del locale,

hu = h - hp.i. = 3-08 = 2.20m

K = (7 * 5))/ (2,20 * (7 + 5)) = 1,3 (riga rossa)

quindi Cu = O 45 (Cifra in verde))

Il numero degli apparecchi risulta essere

napp = 350 x (7 x 5) / (0.45 x1 x 6900) = 4

Tabella T0501
K88737773775377315551551133110000
0.60450420.340.280.310.24023021
0.80530490.410.340.370.29028026
1.00590550.470.400.410.34033030
1.30.650610,530.450460.390360,35
1.5069O650.580.490.500.43041038
2.00760710.650.550.550.49047043
2.50800750.690.590.5B0.53051046
3.00830780.730.620.610.56053049
4.00850800.760.650.630.59055050
5.00880830790.67065O61058052

Abaco delle luminanze.

Schema L'abaco viene impiegato per valutare l'abbagliamento diretto dell'apparecchio illuminante, i valori di luminanza delle due curve, trasversale e longitudinale, sono tracciati considerando un osservatore rivolto verso l'apparecchio in un angolo tra 45° e 85°.

Le curve limite segnano l'area entro la quale la luminanza dell'apparecchio non costituisce un abbagliamento. Ognuna di queste curve si riferisce ad un livello di illuminamento medio sul piano utile che varia in funzione di 5 classi di qualita dell'impianto stabilite dalle ClE: se la curva delle luminanze si trova a sinistra delle curve limite l'abbagliamento e' da considerare accettabile. Nella tabella n.15 e riportato il prospetto sulla limitazione dell'abbagliamento e su quando usare un apparecchio in base alla classe (EN12464)

Come calcolare l'illuminazione ottimale. (06)

In questo paragrafo cerco di determinare i livelli di illuminazione ottimali, cioe' la quantita' di luce necessaria per ogni stanza e per le varie attivita' che vi sono svolte.

All'inizio potrebbe sembrare complicato, ma per fortuna sono disponibili delle tabelle di illuminazione che elencano quanta luce e' necessaria per le varie tipologie delle stanze e delle attivita'. Con queste tabelle dovremo solo moltiplicare pochi numeri per trovare il livello di luce necessario per ogni ambiente della casa.

Tenere conto che l'illuminazione normalmente riguarda una superficie che puo' essere abbastanza distante dalla fonte luminosa che quasi mai e' puntiforme. Una variazione del 10% in piu' o in meno rispetto al valore tabellare si deve considerare abbastanza normale.

Termini del calcolo illuminotecnico

Le tabelle di illuminazione che presento ci dicono di quanta luce avremo bisogno per ogni ambiente o attivita' sia in footcandles (misure americane-imperiali) o lux (sistema metrico).

Riepilogo i termini definiti in precedenza.

Una candela e' equivalente alla illuminazione ottenuta da una candela standard.

Per chi lavora nel sistema imperiale (USA/Inghilterra) una footcandle e' la quantita' di illuminazione su una superficie creata da una sorgente di luce di una candela distante un piede dalla superficie.

Nel sistema metrico un lux e' la quantita' di illuminazione su una superficie creata da una sorgente di luce di una candela che e' ad un metro di distanza dalla superficie.

Quando si acquistano delle lampadine generalmente ci sono due numeri di interesse sulla confezione, una sono i Watt che misurano l'assorbimento di elettricita' della lampadina, l'altra sono i lumen. Per coloro che utilizzano i piedi, una footcandle e' pari a 1 lumen/piede quadrato, per coloro che utilizzano i metri, un lux e' pari a 1 lumen/metro quadrato.

Quindi, al fine di calcolare le esigenze di illuminazione per un determinato ambiente troviamo nella tabella illuminotecnica il numero ottimale di footcandles o di lux per una determinata attivita' e poi lo moltiplichiamo per i metri quadrati di ciascun ambiente per ottenere il numero richiesto di lumen.

Come determinare adeguati livelli di luce.

Queste tabelle sono state sviluppate come una raccomandazione di adeguati livelli di illuminazione in ambienti domestici tre ipotetiche situazioni decorative: scuro, medio e chiaro sia nelle pareti che nei soffitti.

Per utilizzare le tabelle bisogna tenere sempre presente che le lampade con basso wattaggio hanno una resa luminosa minore rispetto ad una di potenza complessiva. In pratica due lampade da 5 watt hanno una resa complessiva minore di una da 10 watt, ma si ottiene una superficie di emissione luminosa maggiore che e' piu' adatta per la distribuzione uniforma della luminosita' negli ambienti. Un calcolo prudenziale stima nel 5-10% la perdita dovuta alla suddivisione delle potenze.

Sono consapevole che le preferenze individuali sul livello di luce variano notevolmente, ma una volta installati i lampadari e'¨ molto piu' facile e meno costoso ridurre i livelli di illuminazione piuttosto che aumentarli, bisogna anche considerare che i livelli di riflessione delle pareti variano con il tempo e occorre adeguare il livello di luminosita' anche ad eventuali variazioni di uso degli ambienti.

Tabella riflessione pareti e soffitti

Prendere come riferimento 1 m2 di superficie dipinta di bianco nuovo brillante al quarzo, la tabella fornisce le percentuali di rettifica dei valori di luminosita'. Come esempio considerare che una parete imbiancata da un anno perde circa il 5% di riflessivita' per invecchiamento naturale dei pigmenti.

Tipologia ambienteGrafico delle percentuali di riflessione dei colorii per pareti e soffitti
Bianco quarzo = 100
Schema
Colore medio = 80
Colore scuro = 50

Aree della casa e delle attivita' - guida per la loro illuminazione

La quantita' di luce non e' la cosa piu' importante, una buona illuminazione e' formata da molte cose: la quantita' di luce, il colore della luce, la sorgente luminosa, come sono gestite le ombre e come viene controllato l'abbagliamento.

Area Misura presa Lux
Area di transitoSul pavimento150
ScalePiano calpestio100-150
Corridoiopiano calpestio100
SoggiornoPiano di lavoro50
Lettura occasionaleAl libro150-250
Lettura occasionale con lampada di zonaSul libro150-250
Cuciturasul tavolo300
StudioScrivania300-400
Pavimento stanza da lettoPavimento50
Testata del lettoSul letto150
CucinaPavimento100
Cucina area di lavoroPiano di lavoro300-400
BagnoPavimento50-100
Bagno - Lavandino / SpecchioLavandino / Specchio400
Stanza di ingresso-passaggioPavimento150
Stanza di letturaScrivania150
Portico e ingressoPavimento150
LaboratorioBanco di lavoro300-400
GaragePavimento50

Ora confronto i tipi piu' comuni di lampade. (07)

Assodato che non sara' piu' possibile acquistare le classiche lampadine a filamento di tungsteno, cerco di capire da cosa potranno essere sostituite.

Per gli attacchi Edison E27 ed E14 (quelli maggiormente utilizzati) sono disponibili lampade ad alogeni, lampade a fluorescenza compatte con alimentatore integrato (CFL) e lampade a LED. Nel seguito cerco di analizzare brevemente le loro caratteristiche

Lampade fluorescenza compatte (CFL)

Le lampade fluorescenti compatte offrono una buona resa luminosa (indicativamente 65 lm/W), ma la crescente diffusione delle lampade fluorescenti compatte ha tuttavia messo in evidenza alcuni loro limiti. In particolare:

  • Regolazione della luminosita'

    tre La maggior parte delle lampade a fluorescenza compatte non sono compatibili con i regolatori di luce a taglio di fase (dimmer) che possono provocare l'instabilita' della luce emessa (sfarfallio), danni all'elettronica di comando della lampada contenuta nello zoccolo e una drastica riduzione di vita della lampada stessa. Se la lampada non e' appositamente progettata per il funzionamento con i dimmer, il costruttore deve indicare sulla confezione un apposito simbolo; detto simbolo risulta tuttavia spesso di difficile comprensione all'utilizzatore finale.

  • Effetto Flash

    Le lampade fluorescenti compatte sono dotate di componenti elettronici contenuti nello zoccolo; uno di questi componenti e' un condensatore di filtro per il livellamento della tensione. Se si ricorre ad interruttori luminosi (spia luminosa in parallelo ai contatti dell'interruttore per localizzare la posizione dell'interruttore stesso) quando l'interruttore e' chiuso, la spia e' spenta perche' cortocircuitata dai contatti, quando l'interruttore e' aperto la spia luminosa assorbe una piccolissima corrente, necessaria al suo funzionamento.

    Questa piccolissima corrente va a caricare lentamente il condensatore, il quale, una volta carico, inizia il processo di innesco del tubo fluorescente che termina subito dopo, in quando l'energia immagazzinata nel condensatore non e' sufficiente a garantire il funzionamento della lampada fluorescente. Si assiste quindi a ripetuti processi di accensione che provocano flash della lampada ad intervalli regolari. Il fenomeno puo' provocare una riduzione della vita della lampada fluorescente compatta ed e' molto fastidioso specialmente di notte o in condizioni di visibilita' ridotte.

  • Interruttori luminosi e deviatori.

    tre Affronto in questo paragrafo un problema che sta diventando comune di pari passo con l'aumento delle installazioni di lampade CFL (e a LED?). Ho rilevato un problema che pensavo insolito: le lampade funzionano regolarmente quando sono accese, ma una volta spente utilizzando l'apposito interruttore/deviatore, specialmente in oscurita', continuano comunque a rimanere leggermente accese generando fastidiosi mini lampeggi. o una lievissima luminescenza. L'effetto si nota particolarmente nelle lampade gestite da sistemi elettronici, PIR, interruttori crepuscolari, ecc. almeno per la mie esperienza. Inoltre posso garantire che le lampade che mostrano questa situazione hanno una vita incredibilmente corta confrontata a lampade identiche che non presentavano l'effetto sfarfallio.

    Chi non avesse notato questo effetto puo' sempre provare a osservare tali lampadine a casa propria o di amici, perche' non sempre e' facile notarlo..

    Nella immagine LAMP0703 illustro le varie situazioni che ho in casa mia e che provocano questo fastidioso effetto.

    Ho trovato delle soluzioni temporanee a questo problema, ma esulano da questo articolo.

  • Dimensioni

    Le lampade fluorescenti compatte hanno dimensioni maggiori delle lampade ad incandescenza e sorgono quasi sempre dei problemi per la sostituzione delle lampade negli apparecchi di illuminazione.

  • Fotometria

    tre Una lampada ad incandescenza emette una quantita' di luce pressoche' costante in tutte le direzioni, mentre le lampade a fluorescenza compatte emettono principalmente ai lati, dove i tubi sono diritti. Ne consegue che nel sostituire le lampade ad incandescenza rivolte verso il basso con lampade fluorescenti compatte, si ottiene un livello di illuminamento inferiore sul piano di lavoro, a parita' di flusso luminoso totale.

    La forma delle lampade puo' essere un problema per determinare livelli di luminosita' costanti su aree diffuse. Questo e' uno dei motivi per cui si trovano in commercio lampade CFL dalle forme piu' strane, ma non sempre il tentativo di rendere uniforme il flusso luminoso riesce ed il suo diagramma puo' provocare facilmente delle zone piu' chiare o piu' scure nella stessa stanza.

  • Resa cromatica

    La luce emessa da un filamento ad alta temperatura (lampade ad incandescenza ed alogene) ha una tonalita' calda con un alto indice di resa cromatica. Le lampade a fluorescenza compatte, a seconda delle tipologie di fosfori impiegati, possono avere differenti tonalita' di luce, partendo da una luce calda simile a quelle delle lampade ad incandescenza (2700 K ÷ 3000 K), luce bianca fredda (4000 K), fino a luce molto fredda (6500 K e superiori) con bassi valori di resa cromatica.

  • Switching Cycles

    Le maggior parte delle lampade fluorescenti compatte (come d'altronde anche quelle lineari) e' in grado di sopportare un numero di accensioni pari a circa 20.000, ma questo numero si riduce notevolmente in caso accensioni e spegnimento molto frequento e ravvicinati.

  • Umidita'

    In un ambiente vicino al mare l'umidita' dell'aria contiene, se pur minime, quantita' di cloruro di sodio. Ho purtroppo dovuto constatare che le lampade CFL messe all'esterno (anche in ambienti protetti), hanno una durata che non supera l'anno con una caduta del flusso luminoso abbastanza sensibile dopo pochi mesi.

Lampade alogene a tensione di rete.

Purtroppo stando alle normative energetiche della Comunita' Europea che riporto nei link, queste lampade saranno poste fuori commercio dopo il 2016.

Le lampade ad alogeni possono essere utilizzate direttamente per sostituire le lampade ad incandescenza tradizionali. Le lampade ad alogeni per tensione di rete con attacco a vite offrono gli stessi vantaggi dei corpi illuminanti (lampade dicroiche), ma senza l'utilizzo di trasformatori di tensione.

Anche queste generano la luce per effetto termico, secondo il principio per cui un corpo riscaldato ad alta temperatura e portato all’incandescenza emette radiazioni luminose.

Sono lampade introdotte intorno al 1950 per superare i limiti delle tradizionali lampade a incandescenza, cioe' la bassa efficienza e la breve durata di vita.

I limiti iniziali di queste lampade, cioe' l’emissione di raggi ultravioletti e l’eccessivo riscaldamento della lampada, sono stati superati. Il primo ponendo davanti alla lampada una lastra di vetro e il secondo con la costruzione di speciali lampade, alogene dicroiche, dotate di uno schermo posteriore che riflette solamente la luce visibile lasciando disperdere i raggi infrarossi.

Queste lampade venivano impiegate soprattutto nelle vetrine e nei negozi, nelle mostre e nei musei, ma oggi, specialmente le alogene dicroiche e le alogene IRC a risparmio di energia sono un’ottima soluzione per illuminare tavoli da lavoro e studio.

Le lampade alogene sono disponibili in una notevole varieta' di forme e di potenze. e' possibile suddividerle in due grandi famiglie: a bassa tensione e a tensione di rete

Le lampade a bassissima tensione (i faretti) da 6-12-24V, richiedono un trasformatore per il collegamento alla rete di 230V. Ne esistono di due tipi, le capsule senza riflettore adatte per apparecchi di illuminazione di dimensioni molto ridotte e per realizzare un’illuminazione di atmosfera tipo i soffitti “a cielo stellato”, e le lampade con riflettore.

Le lampade a basso voltaggio sono disponibili anche nella versione IRC (infrared coating) a risparmio di energia. Queste lampade hanno una vita che va dalle 4.000 alle 5.000 ore, quasi il doppio delle lampade alogene convenzionali.

Le lampade a tensione di rete possono essere installate direttamente senza l’impiego di trasformatori. Sono disponibili in varie potenze nei modelli con attacco a vite tipo Edison, che possono essere usate in sostituzione delle tradizionali lampade ad incandescenza; lineari con doppio attacco, che devono essere usate in apparecchi di illuminazione dotati di vetro frontale; e con riflettore.

Caratteristiche

  • Le lampade alogene hanno una efficienza luminosa (circa 15-25 lumen/watt) che e' quasi il doppio di quelle tradizionali a filamento.
  • Durano il doppio di quelle tradizionali (la durata media e' di circa 2.000 ore); quelle di ultima generazione (IRC) durano fino a 4000 ore.
  • Il decadimento del flusso luminoso in funzione delle ore di vita e' praticamente trascurabile e non si ha annerimento del bulbo.
  • Emettono luce “bianca” con una eccellente resa dei colori.
  • E’ possibile regolare il flusso luminoso impiegando un semplice variatore.
  • Quelle a bassa tensione hanno bisogno di un trasformatore per funzionare.
  • Hanno dimensioni molto ridotte e sono disponibili in una notevole varieta' di forme e di potenze.
  • Sono consigliate dove serve illuminazione localizzata e decorativa, immediata disponibilita' di luce, utilizzo discontinuo e accensioni e spegnimenti frequenti.
  • Non contengono sostanze tossiche e pericolose per cui possono essere smaltite tra i rifiuti indifferenziati.

Vantaggi

  • Piccole dimensioni
  • Lo SWITCHING CYCLES (il numero di accensioni che e' in grado di sopportare) e' di circa 1.000.000.
  • Maggiore EFFICIENZA rispetto alle incandescenti tradizionali
  • Ottima resa cromatica
  • Riaccensione immediata
  • Varieta' di forme
  • Varieta' di attacchi

Svantaggi

  • Scarsa efficienza rispetto alle lampade fluorescenti
  • Elevata emissione di calore
  • Fragili
  • Quella a BASSA TENSIONE hanno bisogno di un trasformatore per funzionare
  • La vita utile si attesta sulle 2000 ore
  • E' previsto il loro ritiro dal mercato entro il 2016 (Classe energetica C).

Smaltimento

  • Rifiuti indifferenziati

Le lampade a LED

La tecnologia a LED rappresenta una delle maggiori innovazioni nel settore dell'illuminazione e ad oggi sono in molti a scommettere che in un futuro molto prossimo la maggior parte degli apparecchi di illuminazione (domestica, pubblica, commerciale) saranno a LED.

In effetti, i continui miglioramenti in termini sia di efficienza che di riduzione dei costi, sembrano confermare queste previsioni. Il termine LED e' un acronimo che sta per Light Emitting Diodes, cioe' "diodi che emettono luce". I LED sono uno speciale tipo di diodi formati da un sottile strato di materiale semiconduttore drogato che se attraversati da una corrente continua rilasciano energia sufficiente a produrre fotoni, che a causa dello spessore ridotto del chip un ragionevole numero di questi fotoni puo' abbandonarlo e viene emesso come luce.

Da moltissimi anni i LED vengono impiegati in applicazioni elettroniche di vario tipo: si tratta delle comuni "spie" luminose presenti in telecomandi, stereo, televisori, forni a microonde, ma anche sulle automobili, perle luci di posizione, le frecce direzionali e l'illuminazione interna dell‘abitacolo. Realizzati inizialmente con colore rosso, sono stati successivamente sviluppati per ottenere i colori piu' diversi (verde, giallo, arancio), fino ad arrivare al blu e quindi al bianco.

A parita' di luce emessa, i LED permettono di risparmiare fino al 90% di elettricita' rispetto a una lampada ad incandescenza. Hanno una durata di vita praticamente imbattibile (30.000—100.000 ore), che e' almeno 5-10 volte piu' lunga rispetto alle piu' efficienti lampade fluorescenti compatte disponibili sul mercato.

I LED emettono una luce fredda, non nel senso della tonalita' di colore (che puo' essere sia "calda" che "fredda") ma del calore emesso. Questo e' indicativo della loro elevata efficienza, poiche' dimostra che l’energia spesa si converte quasi interamente in luce utile invece di trasformarsi in calore.

Basti pensare che le normali lampadine a incandescenza trasformano meno del 10% dell’energia spesa in luce, mentre il restante 90% viene dissipato sotto forma di calore. I LED di ultima generazione raggiungono un'efficienza luminosa anche di 120 lumen/watt, ma per i LED piu' economici i valori non superano normalmente i 50 lumen/watt. Tra le tante caratteristiche positive dei LED, sottolineo l'accensione immediata e l'assenza di sostanze chimiche pericolose (come ad esempio il mercurio), che ne consentono lo smaltimento indifferenziato.

Le ridottissime dimensioni dei singoli LED costituiscono un grande vantaggio impiantistico. E' infatti possibile adattarli facilmente a qualsiasi esigenza progettuale, per realizzare corpi o superfici luminose caratterizzate dai piu' diversi effetti cromatici e con un occhio rivolto al design. Ma oltre alle applicazioni professionali e creative, sono reperibili sul mercato lampade LED per l'illuminazione domestica, con attacco a vite, di potenza tipicamente inferiore ai 10 W.

Possono sostituire lampade a incandescenza da 25-80 W, con risparmi in fase di esercizio che si aggirano attorno al 80—90%. Presentano ancora costi elevati, anche se destinati a decrescere in breve tempo.

Caratteristiche tecniche

  • Efficienza luminosa: 60-120 lumen /watt
  • Vita media: 30.000—100.000 ore
  • Indice di resa cromatica: 60-80
  • Temperatura di colore: 3.000—9.000 K

Vantaggi

  • Elevatissima durata
  • Assenza di manutenzione
  • Assenza di sostanze pericolose
  • Accensione a freddo immediata
  • Resistenza agli urti e alle vibrazioni
  • Dimensioni ridotte
  • Flessibilita' di installazione
  • Possibilita' di regolare la potenza

Svantaggi

  • Alto costo iniziale
  • Efficienza luminosa con margini di miglioramento

Ultimi sviluppi.

Il mercato dell'illuminazione a LED sta crescendo rapidamente, gli ultimi dati mostrano che nel 2013 il valore di mercato dei dispositivi LED ad alta potenza supera i 10 miliardi di dollari, con un incremento del 41,4%.

Nel passato le applicazioni di illuminazione in tutto il mondo erano per lo piu' con LED ad alta potenza, ma dal momento che Samsung e LG hanno introdotto il LED 5630 nel mercato dei prodotti di illuminazione a LED, i prezzi sono scesi sempre di piu' e la concorrenza sui prezzi nel mercato dell'illuminazione nel 2014 LED sara' molto intensa.

I prezzi che indico nella tabella successiva sono puramente indicativi e si possono ottenere notevolissimi sconti per grosse quantita' In particolare i produttori di LED per l'eccesso di capacita' produttiva al fine di migliorare il tasso di utilizzo continueranno ad aumentera' l'offerta di package LED a bassa potenza nel mercato dell'illuminazione Si stima che nel 2014 ci saranno riduzioni di oltre il 20% dei prezzi.

Codice LEDLumenEfficaciaCosto € (2014-01)
3014 9-12lm80-120lm/W0.28
35283-8lm80-120lm/W0.20
563012-20-50lm80-120lm/W0.29
505020-45lm80-120lm/W0.16

Conclusioni (08)

Senza voler affrontare temi legati agli aspetti economici (argomenti gia' abbondantemente trattati in tutte le sedi) e che in linea di massima chiunque e' perfettamente in grado di affrontare, in questa sezione mi limito a fornire alcuni consigli pratici sull'impiego delle lampadine sopra descritte in ambiente domestico; il lettore potra' trarre da solo le conclusioni per casi analoghi riguardanti altre tipologie di ambienti.

Le lampade fluorescenti compatte e le lampade a led sono particolarmente indicate in quegli ambienti ove sia previsto uno stazionamento prolungato degli occupanti e gli apparecchi illuminanti permangano per molte ore del giorno accesi (l'esempio piu' classico e' la cucina).

Il loro utilizzo in ambienti ove sia prevista una frequenza di accessi elevata (con conseguente accensione e spegnimento ripetuto degli apparecchi illuminanti) e' da evitarsi per i problemi legati allo switching cycles sopra descritti (ad esempio sgabuzzini, servizi igienici, ecc.).

L'utilizzo di lampade fluorescenti compatte nelle camere da letto e' da sconsigliarsi per i problemi legati all'effetto flash sopra descritto; se proprio si vogliono utilizzare e' bene evitare di installare interruttori con le spie di segnalazione.

Tabella conclusiva (08)
Tipo analisiIndicazioniLEDIncandescenzaCFL
Efficienza e costo energeticoVita media (ore)50.0001.2008.000
Costo di un bulbo(medio) € 512.5
Watt di elettricita' per 800 lumen8-10 (9)6014-16(15)
kWh di Elettricita'/anno usata (5 ore al giorno di accensione)16.43 KWh110 KWh5.66KWh
Costo annuo dell'energia (€)3,3922.757.67
Impatto ambientaleContiene MercurioNoNoSI - Contiene 1mg-5mg di mercurio, rischio importante per l'ambiente
Conforme alla direttiva RoHSSISINo
CO2 emessa in un anno (1 kW circa 500g)8.22Kg55 Kgr2.83
Fatti importantiSensibilita' alle basse temperatureNessunaIn qualche casoSI - Puo' non lavorare tra -10 e 50 gradi centigradi
Sensibilita' all'umidita'NOIn qualche casoSI
Cicli rapidi di accensione spegnimentoNessun effettoQualche effettoSI - puo' ridurre drasticamente la durata
Si accende subito? SISINO - Prende tempo per raggiungere la massima luminosita'
Affidabilita'Molto affidabile - I LED possono sopportare urti e scuotimenti anche accesiNon molto affidabile - Il vetro o filamento si possono facilmente rompereNon molto affidabile: il vetro dei tubi e' molto fragile.
Heat Emitted3.4 btu's/hour85 btu's/hour30 btu's/hour
Modalita' di guastoNon tipicoQualche casoSI - possono prendere fuoco, fare fumo, o puzzare
Flusso luminoso/WLumenWattWattWatt
4504-5409-13
8006-86013-15
1,1009-137518-25
1,60016-2010023-30
2,60025-2815030-55

La direttiva RoHS

La direttiva RoHS e' la normativa 2002/95/CE (chiamata comunemente RoHS dall'inglese: Restriction of Hazardous Substances Directive) adottata nel febbraio del 2003 dalla Comunita' europea. In realta', in questa data la normativa e' stata estesa a livello comunitario, negli anni precedenti ogni stato dell'unione aveva una legge separata. La prima nazione a introdurre una norma simile e' stata la Germania nel marzo del 1995 seguita dall'Inghilterra nel 1996. In Italia bisogna aspettare il 1998 per introdurre una normativa di questo tipo, la cosi chiamata "legge sulla rottamazione". Dal 1º febbraio 2003 tutte le vecchie normative di ogni stato membro sono state sostituite dall'attuale "direttiva RoHS". La normativa impone restrizioni sull'uso di determinate sostanze pericolose nella costruzione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

e' collegata strettamente con la direttiva sulla rottamazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche (detta RAEE) 2002/96/CE che regola l'accumulazione, riciclaggio e recupero per le apparecchiature elettriche e fa parte di un'iniziativa di legge per risolvere il problema dell'enorme quantitativo di rifiuti generati dalle apparecchiature elettroniche obsolete.

e' diventata obbligatoria dal 1º luglio 2006; non e' una legge ma una direttiva. Ogni stato membro europeo deve "recepire" la direttiva, cioe' adottare proprie politiche di applicazione, usando la direttiva come guida. Di conseguenza, ci potrebbero essere versioni differenti della legge quanti sono gli stati della CE.

La RoHS si applica ai prodotti costruiti o importati nell'Unione europea.

Ed ora le lampade di casa mia (09)

Al termine di queste note applico le conclusioni al progetto iniziale, la qualificazione del sistema illuminante di casa mia. Per non tediare eccessivamente gli interlocutori, riporto in queste note solo il paiano terreno e i valori determinate.

La pianta del piano terreno con i valori in lux

tre

Ho deciso di installare tutte lampade a led, sia con attacco E27 che E14 con potenza di 800 lumen, ma per prudenza le valuto a 600 lumen. Il consumo dichiarato e' di 8w per lampada. Questo modo di lavorare necessita di fare alcune variazioni sui portalampade ma mi ripaga sulla manutenzione e sui costi generali di approvvigionamento.

Punto luceAmbientem2Lux (m2)LumenN. lampadeWatt totali
01Area pranzo18,331001900432
02Area Preparazione cibi 7,202501500324
03Tinello20,64501100324
04Bagno di servizio 5,2010050018
04aBagno - Lavandino/specchio 1,0040040018
05Ingresso 1,0015015018
06Scale 5,0010050018
Totali14112

Ho lavorato con la massima prudenza nel dimensionamento senza tenere conto di mantenere eventuali lampade gia' presenti, ed ho fatto questo piano economico.

Uso i dati della tabella conclusioni (08) esposta in precedenza solo per il prezzo di acquisto e il risparmio sui consumi basandomi su una previsione di accensione delle lampade di 5 ore al giorno.

Ho acquistato via ebay un certo numero di lampade sia E27 che E14, tutte con 800 lumen (nominali) al costo di 4,25 € cadauna, consumo 8W led 5050. Mi sono arrivate ed ho fatto i lavori per migliorare l'alloggiamento dei portalampade al fine di avere una migliore distribuzione sia nelle plafoniere che nei lampadari.

Acquisto lampadeCosto portalampadeCosto energia LEDCosto energia CFLRisultato ad 1 annoRisultato a 2 anniRisultato 3 anni
58.8547.46107.38-3.8855.08115.96

Questi risultati sono molto interessanti, ma sono assolutamente straordinari se estesi a tutto l'impianto, sia interno che esterno alla mia abitazione.

Io penso che non scenderanno molto i prezzi delle lampade LED ma aumentera' notevolmente il rapporto watt/lumen, ma gia' ora sono notevolmente favorevoli.

Il risultato della installazione.

La qualita' della luce non e' brutta, e' diversa da quella delle CFL, ma anche quella delle CFL era diversa dalle lampade ad incandescenza. Personalmente non ho trovato molta differenza mentre il valore dell'intensita' luminosa e' molto buona.

Link e pdf

Il sito ufficiale della comunita' europea sulla classi energetiche

Quaderno di illuminotecnica

Scale di misura e tabelle

Fondamenti di illuminotecnica

Il costo medio dell'energia negli Stati Uniti.

Come illuminare correttamente

Elementi di illuminotecnica

Linee guida di applicazione della illuminazione a led

La luce nella progettazione

Calcolo della illuminazione nell'era dei led

Proprieta' illuminotecnica delle lampade a LED